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All'inizio del 2007,la comunità cattolica " Nova Aliança " ha fatto il suo ingresso nel nostro asilo. Nova Aliança è una comunità di missionari laici consacrati. Il suo fondatore Fernando Magno è di Anapolis ed ha fondato la comunità 16 anni fa. Oggi la comunità ha varie case di missione in Brasile,una di queste è nell'isola di Marajó,situata nell'estuario del Rio delle Amazzoni,nello stato del Parà. ".Oggi la comunità ha due forme. Quella di "vita" e quella di "Aliança".Quella di vita comprende tutti quelli che lasciano tutto,per vivere della provvidenza,nelle case della comunità,che dimenticavo di dire,ha il carisma della evangelizzazione porta a porta. Nova Aliança, è una comunità molto attiva e promuove spesso iniziative per l'auto finanziamento. La forma di Aliança,comprende : professionisti,lavoratori con famiglia o single,che accettano gli impegni e le regole della comunità. La futura terza opzione sarà quella detta qui in Brasile di " Obra ".La traduzione letterale è: Opera. Comprenderà tutti quelli come noi che manifestano un trasparente trasporto per la comunità e che già lavorano coadiuvando i missionari nella loro opera di evangelizzazione. Durante il percorso vocazionale presso il gruppo di aliança, Augustinha ed io siamo entrati sempre più all'interno della comunità,conoscendone più a fondo i componenti e le loro case di missione. Abbiamo saputo che nell'isola di Marajó la comunità portava avanti un lavoro sociale con i bambini. Pian piano si è fatta in noi strada l'idea di aiutare la comunità nel suo lavoro. Il motivo della scelta è molto semplice,l'isola di Marajó è una delle zone più povere del Brasile. Dopo vari incontri con Fernando ( il fondatore ) abbiamo scritto a Don Pietro Piras, un sacerdote di Teulada,attualmente parroco di S.Anna Arresi,il quale ci ha dato il benestare da parte della Associazione di volontariato " Cooperazione Internazionale America Latina Onlus ",per intraprendere una campagna di adozioni a distanza. Punto di forza di questa campagna è diventata Daniela Urru,originaria di S.Anna Arresi ma,residente in un paese vicino a Bologna. Daniela aveva già un'adozione a distanza qui ad Anapolis e ci contattava spesso per avere notizie della sua assistita. Da queste comunicazioni, è maturato l'interesse di Daniela a fare qualcosa di più. Con il suo aiuto stiamo portando avanti le adozioni a distanza nell'isola di Marajó,nella quale ci siamo recati il 5 di Gennaio e dove siamo rimasti per una settimana,ospiti nella casa di missione della comunità. La comunità a Soure,capitale dell'isola,ha nove missionari. Tra le loro attività,sempre mirate alla evangelizzazione c'è anche una ludoteca.Quì i bambini giocano,in un contesto sereno ed igienico,vengono anche nutriti,perché nelle loro case,spesso mancano gli alimenti. La comunità si preoccupa anche di trovare indumenti e rientrano nel piano di aiuti anche le famiglie dei bambini. La casa della comunità dista a soli 8 km dall'oceano Atlantico che in quel punto non sembra essere un mare,perché l'acqua non è gran ché salata, vista l'influenza del Rio delle Amazzoni. Sulla spiaggia si può assistere ad un fenomeno molto interessante che ha colpito anche me,originario di un'isola e quindi abituato agli spettacoli offerti dal mare. Qui il mare con la marea si ritira di quasi 1 km. Tra le altre cose abbiamo visitato una piccola comunità,dove i missionari fanno catechesi , questa è raggiungibile al mattino a piedi ma,il pomeriggio per rientrare c'è bisogno di una barca. Ai bambini di quella comunità abbiamo portato molti giocattoli. Ci siamo trattenuti con una famiglia che vive su una palafitta ma,a dire il vero in " cielo " così si chiama il piccolo villaggio,vivono tutti sulle palafitte. Sarebbe impossibile vivere diversamente. Ci hanno raccontato che quando arriva la marea e si ha la neccessità di recarsi presso un'altra casa ,bisogna andare nuotando,oppure rimandare la visita. Io credo che gli abitanti del posto, siano ormai dei profondi conoscitori delle maree e sappiano bene come muoversi. Abbiamo saputo che qualcuno non lascia l'isola da almeno 40 anni. A questo punto però vorrei soffermarmi sulla situazione igienica ,sforzandomi di sfuggire alla descrizione poetica del posto. In questa comunità il governo a fatto due pozzi e li ha protetti con degli anelli di cemento per evitare che la marea superi il limite e l'acqua salata entri. Non so se i tecnici hanno raggiunto il loro obbiettivo ma,pare che già dal fondo ci siano le infiltrazioni dell'acqua marina. Inoltre qui anche i bagni sono su palafitte ma,sotto non c'è niente. Il bagno è separato dalla casa,risulta sul fondo,c'è un water e tutto cade poi sul suolo sottostante. Con una certa regolarità,arriva la marea e possiamo ben immaginare cosa succede. Anche qui c'è una piccola rivendita ed abbiamo scoperto che il prezzo dei fagioli al kg è di R$ 10 mentre ad Anapolis nella peggiore delle ipotesi è di 7.Al nostro ritorno a Soure non è mancato il tempo di visitare i bambini compresi nella lista per le adozioni a distanza. Visitare un buon numero di famiglie,conoscere molte vicende,l'isola è veramente molto povera e grottescamente più cara di Anapolis.Questo si spiega facilmente quando si scopre che l'isola è una meta turistica e che in Luglio il posto è strapieno. Il turismo è una risposta anche per il fenomeno di prostituzione minorile che affligge l'isola. Anche qui mi ritrovo a constatare che la povertà và a braccetto con la mancanza di morale. Molte persone del posto si lasciano andare all'alcol o alla droga. Tanti vivono senza regole,senza orari,mangiando Açai, una frutta energetica tipica della foresta amazzonica,che si propaga fin qui. Abbiamo trovato un buon numero di ragazze madri molto giovani, che io definirei " bambine madri ".Spesso mi trovo senza parole,mi sembra di ripetere sempre le stesse cose ma,in fondo i problemi che affliggono l'umanità sono sempre gli stessi. Mi rendo conto a questo punto di non aver identificato l'isola come questa merita. L'isola di Marajò è una delle isole fluviali più grandi del mondo. Oltre a Soure che conta circa 20.000 abitanti,vi sono altre città. L'isola di Marajò in seguito agli studi sul riscaldamento del pianeta,è stata indicata come zona a rischio di scomparsa. Potrebbe essere inghiottita dal mare. Questo è un rischio futuro ma,ne abbiamo uno sempre presente,si chiama POROROCA. La pororoca,è un fenomeno molto temuto dagli abitanti dell'isola. L'incontro tra l'acqua del fiume e quella dell'oceano Atlantico che bagna l'isola a nord,produce il formarsi di onde gigantesche che, spesso allagano e distruggono tutto ciò che incontrano per km. Il boato emesso dal fenomeno pare sia terribile. La zona più colpita da questo fenomeno è Chaves. L'isola di Marajò è conosciuta anche per la presenza dei bufali. E' l'unico posto del brasile che conta la presenza di questi bovini. Pare siano arrivati sull'isola in seguito al naufragio di una nave e qui abbiano proliferato. Contrariamente a quanto si possa pensare,sono molto mansueti. Non è strano vedere qualche bambino che tira un bufalo con una corda o le carrette con la dicitura " prefetura di Soure che,trainate da un bufalo sostituiscono i camion per raccolta della spazzatura. Qualcun'altro ha pensato di impiantare un'attività turistica,passeggiando sulla spiaggia con il suo bufalo ed usandolo come souvenir per i turisti,permettendo loro di montarci in groppa e fare delle foto. Sulla spiaggia,troviamo anche molte baracchine sullo stile palafitta,attrezzate per il pranzo o per degli spuntini,a cura di ristorantini locali. Purtroppo questa sorta di paradiso ha anche i suoi pericoli. Nei punti dove il fiume si tuffa nel mare spesso nidificano le " raie " un tipo di razza con una spina nella coda, che assomiglia molto ad un arnese di tortura. Il signore che ci ha riportato dal " cielo " è un pescatore esperto di " raie" il quale è stato punto più di una volta; ci ha raccontato che il dolore è insopportabile. A Soure ci sono pochissime auto,la maggior parte della popolazione va a piedi o in bicicletta. La benzina ha prezzi Europei,inverosimile per un paese produttore di petrolio. L'isola per chi la cerca sulla mappa del Brasile è a nord,nello stato del Parà,è definita anche dal Rio Tocantins,uno dei maggiori fiumi del Brasile. L'isola è un vero e proprio acquitrino. Gli alberi potremmo dire che galleggiano. Ci sono zone non molto lontane l'una dall'altra come potrebbero essere Soure e Chaves ma, per andare dall'una all'altra città,o si prende un aereo,o bisogna ritornare a Belem, la capitale del Parà, che dista da Soure 4 ore di barca. Da qui prendere un'altra barca che circumnavigherà l'intera isola per arrivare tre giorni dopo a Chaves.Ho detto barca e non nave, perché i mezzi qui non hanno niente a che fare con i nostri traghetti. Le cabine sono costituite da amache sistemate sul ponte delle barche che,almeno quella che abbiamo preso noi per andare da Belem a Soure,non era più lunga di 20 metri. Un'altro fatto che vale la pena raccontare è quello riportato da Maria Ines, missionaria di Nova Aliança, in forza per quest'anno a Belem. Maria Ines,ci ha raccontato che il vescovo di Marajò,uno spagnolo che noi abbiamo incontrato ad Anapolis,quando è il momento parte con una piccola barca e stà via anche più di un mese,per visitare le piccole comunità all'interno dell'isola; battezzando,celebrando matrimoni,cresime,prime comunioni o semplicemente celebrando la Messa. Io vorrei aggiungere che sicuramente porterà tante parole di conforto agli ammalati ed agli anziani,questo sicuramente potrebbe avvenire durante le confessioni che, stavo dimenticando di menzionare. Maria Ines ci ha confessato di essere affascinata dal lavoro del Vescovo e che ha pensato di lasciare la comunità per potersi mettere a disposizione del Vescovo ma,poi il Carisma della comunità ha prevalso. Ciò che mi faceva sorridere in tutto questo è che Maria Ines non sa nemmeno nuotare. Tornando al lavoro della comunità ,ho apprezzato molto il lavoro da loro fatto con le coppie di conviventi. In poco più di un anno sono riusciti ad evangelizzare 4 coppie e portarli passo passo al matrimonio religioso,dove si sono detti " Sì " per tutta la vita,in quell'impegno che il Signore ci chiede. Non sono esenti dal lavoro della comunità gli anziani. La casa di missione è visitata a tutte le ore e questi ragazzi sono sempre disponibili per pregare insieme,sempre pronti al sorriso ed all'abbraccio fraterno seguito da parole di conforto e sostegno. La casa è molto povera e la sera è ben difficile sfuggire all'attacco delle zanzare ( carapanà ).Io credo che se si volesse descrivere a fondo la natura del posto ed il lavoro della comunità,dovrei andare avanti ancora per molto,ma non è detto che non si ritorni sull'argomento. Invito i nostri benefattori ad organizzarsi in gruppo per visitare quest'isola che in fondo, potrebbe essere la base per una buona vacanza. Una vacanza che ha il pregio di unire il piacere alla carità. Un forte abbraccio a tutti i nostri amici vecchi e nuovi. Che questo abbraccio possa durare nel tempo e permetterci di diventare quella porzione di semi che caduta sulla terra buona,darà un abbonante raccolto
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